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Chaplin: "Ognuno di noi può fare qualcosa contro i cambiamenti climatici" (07/10/2009)

Edward Chaplin

Edward Chaplin

Discorso dell’Ambasciatore britannico Edward Chaplin in occasione della conferenza stampa “Arte per l’ambiente" al Festival Internazionale del Film di Roma, svoltasi mercoledí 7 ottobre presso Villa Wolkonsky:

Do il benvenuto a tutti voi qui presenti oggi ed in particolar modo alle organizzazioni partner – FAO, Greenpeace, WWF, Legambiente e Sigma Tau.

Sappiamo tutti quanto è importante trovare una risposta globale in tempi rapidi al problema del cambiamento climatico che, senza alcuna azione di contrasto, rischia di danneggiare il nostro ambiente, la società e l’economia. Le sue conseguenze si faranno sentire in ogni aspetto della nostra vita. Il governo britannico si è impegnato a raggiungere un ambizioso accordo globale a Copenaghen il prossimo dicembre sulla base dell’accordo stretto a L’Aquila a luglio per limitare l’aumento della temperatura a 2 gradi e per trovare il modo di apportare nuove consistenti riduzioni delle emissioni e creare un economia a basso tenore di carbonio per il futuro. Sarete, spero, a conoscenza degli impegni e delle attività che la Gran Bretagna ha portato avanti, tra cui un impegno vincolato legalmente per ridurre le emissioni di carbonio dell’80% entro il 2050.

Sono quindi contento che l’Ambasciata, insieme al British Council, stia collaborando quest’anno con il Festival Internazionale del Film di Roma sul tema dell’ambiente e del cambiamento climatico. In questo contesto stiamo lavorando con un’organizzazione britannica, la Cape Farewell, che porta avanti un progetto nel quale coinvolge artisti, musicisti, registi e scienziati e li porta a testimoniare il rapido disgelo dell’artico come fonte d’ispirazione per una risposta culturale al cambiamento climatico.  

Durante il festival del film si svolgeranno una serie di eventi alla presenza di alcuni degli artisti coinvolti con la Cape Farewell su una varietà di argomenti – musica, architettura, educazione, cinema. Vorrei sottolineare due messaggi chiave in relazione alla collaborazione con la Cape Farewell ed il Festival internazionale del Film di Roma.

Il primo è che l’interesse verso la tematica del cambiamento climatico non deve essere limitato alla comunità ambientalista ovvero ad organizzazioni simili a quelle oggi presenti. Tutti noi abbiamo un ruolo importante, anche se individualmente non saremmo in grado di offrire una soluzione. Il cambiamento climatico avrà conseguenze su ogni aspetto della nostra vita pertanto è giusto che la risposta venga da ciascun settore della nostra società. Il nostro lavoro in Ambasciata è focalizzato sulla collaborazione con il governo e con la comunità del business. Entrambe sono fondamentali se vogliamo stabilire un piano d’azione ed implementare i cambiamenti necessari per limitare e ridurre le emissioni.  Ma un contributo può venire anche da altri, e ciò lo dimostra il coinvolgimento del Festival del Film e gli artisti che verranno a Roma.

Il che mi porta al secondo punto, ovvero l’importanza della comunicazione. Organizzazioni come le nostre e quelle rappresentate qui oggi potrebbero, di quando in quando, venire coinvolte in aspetti quali i mercati del carbonio o lo scambio di emissioni, la cattura ed il sequestro del carbonio. Questioni di estrema importanza, ma che possono confondere ed alienare il pubblico allargato. Ci troviamo di fronte ad una sfida importante ovvero quella di comunicare la problematica del cambiamento climatico, e tentare di far capire all’opinione pubblica che il cambiamento climatico non è un problema che riguarda solo gli enti governativi o i gruppi ambientalisti.  Probabilmente l’impressione che viene data è che il problema del cambiamento climatico si possa risolvere nelle sale degli incontri di Bruxelles, New York o Copenaghen. E quando parliamo dell’entità del problema che abbiamo di fronte, immenso e d immediato, probabilmente diamo l’impressione che il problema sia troppo grande affinché un solo individuo possa avere un qualsiasi tipo di impatto.

Ma nel cuore della problematica del cambiamento climatico c’è un messaggio molto semplice ovvero che è necessaria l’azione di tutti noi e che tutti noi possiamo fare dei cambiamenti nell’utilizzo dell’energia, del trasporto e degli acquisti. Credo che i registi ed altri artisti siano spesso in grado di lanciare un messaggio attraverso immagini o parole in modo diretto ed innovativo ed è importante che ci si avvalga di questo metodo per raggiungere il maggior numero di persone.
Credo che guardando le immagini dei viaggi della Cape Farewell ed ascoltando ed osservando le espressioni dell’arte ispirata da questi viaggi, si rimane colpiti dalla combinazione di bellezza e fragilità. Danno prova di quello che abbiamo fatto al nostro pianeta e quello che rischiamo di perdere se non si agisce in modo efficace ed immediato.

Questo è un messaggio importante ed un modo innovativo e divertente di far arrivare il messaggio. Spero che tutti voi utilizzerete le vostre capacità di comunicatori per assicurarvi di raggiungere il maggior pubblico possibile e per sostenere questi eventi e le attività pianificate dalle organizzazioni partner oggi qui presenti.


Per concludere, vorrei fare un accenno alla campagna contro la povertà Stand Up Against Poverty che coincide, per caso, con il Festival del Film di Roma dal 16 al 18 ottobre. Si tratta di una campagna internazionale volta ad aumentare la consapevolezza sugli obiettivi di sviluppo del millennio ed incoraggiare l’azione per raggiungere tali obiettivi. Ovviamente esiste uno stretto legame con il cambiamento climatico. Sappiamo tutti che gli impatti maggiori saranno subiti dai paesi già ora più vulnerabili. Saranno proprio coloro che già sono i più poveri ad essere spinti verso una miseria ancora più estrema,  verso la fame e verso nuovi conflitti causati della scarsità sempre maggiore delle risorse naturali, dalle alluvioni, dalla desertificazione e dalle condizioni atmosferiche estreme che peggioreranno a causa dell’avanzare del cambiamento climatico. Spero vivamente nella vostra possibilità di promuovere questa meritevole campagna.
Vi ringrazio e cedo ora la parola agli altri relatori qui presenti.

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