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La residenza dell'Ambasciatore: Villa Wolkonsky

Villa Wolkonsky - Grande Salotto

Il Grande Salotto a Villa Wolkonsky

Storia

La Villa Wolkonsky fu costruita negli anno '90 del XIX secolo dai discendenti della Principessa russa Zenaide Wolkonsky, moglie di un Aiutante di Campo dello Zar Alessandro I.

Nel 1830, la Principessa ricevette in dono dal padre una vasta estensione di terreno nei pressi di San Giovanni in Laterano (la chiesa del Papa a Roma). L’appezzamento comprendeva 36 campate dell’acquedotto che Nerone raccordò al sistema costruito da Claudio verso la metà del I secolo a.C.

La Principessa costruì una piccola villa in cui erano comprese tre campate dell’acquedotto e creò un giardino le cui attrattive principali erano roseti, sculture e statue romane. Dopo la sua morte avvenuta nel 1862, suo figlio Alessandro abitò nella villa e scoprì le tombe romane di tufo oltre l’acquedotto. Nel periodo della rapida espansione di Roma dopo il 1870, gran parte della proprietà fu liquidata per sviluppare la proprietà. Queste vendite permisero ai discendenti della Principessa, i Campanari, di costruire in loco una nuova, maestosa villa. Negli Anni Trenta del secolo scorso si eseguirono grossi lavori di ampliamento della villa, aggiungendovi due ali ed un quarto piano; al tempo stesso, venne ingrandita anche la villa originale della Principessa.

Villa Wolkonsky è la Residenza dell’Ambasciatore britannico fin dal 1947. La Divisione Immobiliare del Ministero degli Esteri britannico ha la cura delle principali Sale di Rappresentanza e quasi tutti i dipinti provengono dalla Collezione d’Arte Statale.

Villa Wolkonsky oggi

Il terreno ed il giardino

Ciò che rimane del giardino della Principessa costituisce un’oasi verde in un’area di Roma densamente abitata. L’acquedotto e gli stagni fanno da perfetto sfondo ai prati circondati da siepi ed ai roseti, mentre le enormi magnolie ed i pini mediterranei fanno da cornice alla villa. Dalle terrazze più alte della villa si possono ammirare i colli sabini ed albani.

Il viale d’accesso

Il viale d’accesso che si snoda fra le palme giunge in alto fino all’ingresso in travertino protetto da una tenda a baldacchino.

Ingresso e Scalinata

Il pavimento dell’ingresso è di marmo di Siena a disegni geometrici in giallo, rosso, verde e perla.

Il ritratto di Sua Maestà la Regina è di Luciano Guarnieri ed è la prima copia autorizzata dell’originale di Pietro Annigoni.

La balaustra in metallo effetto ottone della scalinata principale e la moquette verde mare si armonizzano con il marmo delle colonne dell’ingresso e con la bordura delle scale.

La Sala da Ballo

Nel corso della Visita di Stato dell’ottobre 2000, il pranzo che da S.M. la Regina ha offerto in onore del Presidente Ciampi si è svolto nella Sala da Ballo che dà sul giardino. Le porte e le finestre sono adornate da architravi romanici a volta e strombature in marmo giallo di Siena. Stampe di Piranesi ornano le pareti fra ogni finestra. E’ stato installato di recente nella Sala da Ballo un impianto di aria condizionata da usare durante Conferenze, concerti e promozioni commerciali nel corso dell’anno.

Saloni di Ricevimento

Le sale di collegamento di varie dimensioni offrono uno spazio flessibile di intrattenimento per i numerosi ospiti della Villa. Principale caratteristica di queste sale è la serie di quattro arazzi di Mortlake ricamati su cartoni di Raffaello. Gli arazzi sono un prestito del Duca di Buccleuch.

Il Salone Rosa è particolarmente adatto a colazioni e pranzi di piccole dimensioni.

Il Grande Salotto può ospitare grandi ricevimenti. Un tappeto moderno è stato tessuto espressamente per questa sala da Woodward Grosvenor su un disegno basato sui dettagli degli stucchi italiani del soffitto che ispirarono Robert Adam verso la fine del XVIII secolo. Il grande dipinto di Hackert e Tischbein della partita di caccia della Corte del Regno di Napoli ritrae Sir William e Lady Hamilton nel gruppo del Re.

La Sala da Pranzo ha un’atmosfera più formale, con la parte inferiore delle pareti ricoperta di marmo.

E' disponibile una nota più dettagliata sulla storia della residenza.

Testo © Jessica Shepherd




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