L'Ambasciata britannica a Porta Pia
Storia
Il preesistente edificio dell’Ambasciata situato in Via XX Settembre era stato la villa di Don Marino Torlonia, Duca di Bracciano, che l’aveva ricostruita dopo averla acquistata nel 1825. Dopo la sua acquisizione da parte del Governo britannico nel 1870, la Villa Bracciano ospitò sia la Residenza che gli uffici della Cancelleria. La notte del 31 ottobre 1946, l’edificio fu danneggiato così gravemente da un’esplosione di matrice terroristica, da dover essere demolito dapprima in parte, quindi completamente, ad eccezione delle stalle, della portineria e di un’entrata a volta in pietra sul lato destro dell’attuale ingresso per le vetture. Quasi tutto lo staff dell’Ambasciata fu trasferito temporaneamente nel comprensorio di Villa Wolkonsky, in seguito acquistato per la Residenza dell’Ambasciatore.
Una nuova Ambasciata
In seguito si effettuarono numerosi studi di progettazione per un nuovo edificio per l’Ambasciata, ma fu solo nel 1960 che si richiese a Sir Basil Spence di preparare i progetti per una nuova Cancelleria. La costruzione venne finalmente autorizzata ed ebbe inizio nel 1968; lo staff venne trasferito nel nuovo edificio, che era costato 885.000 sterline, nel giugno 1971.
I vincoli architettonici per la progettazione di un edificio moderno così vicino alla Porta Pia di Michelangelo imposero una determinata altezza e la scelta del marmo travertino utilizzato anche per la grande via d’accesso come materiale principale per la nuova costruzione. Il progetto di Sir Basil Spence assume la forma di un edificio quadrato vuoto al centro, poggiato su pilastri, di modo che sia aperto fino al primo piano, tranne che per la parte dell’ingresso. Sul davanti, un ingresso cerimoniale porta, attraverso un viale rialzato, alle due piscine con fontane a zampilli. La piscina sulla sinistra reca la scultura in bronzo di Frederick E. McWilliam intitolata La Strega di Agnesi (1959) in onore della matematica e filosofa italiana Maria Gaetana Agnesi (1718-1799), prima donna ad occupare la cattedra di matematica all'Università di Bologna.
Il cortile
Dal cortile pavimentato in travertino al di sotto dell’edificio, usato per grandi promozioni commerciali e per manifestazioni culturali e mondane, si eleva un’imponente scalinata doppia che conduce all’ingresso cerimoniale, al di sotto del quale una piccola fontana contiene un mosaico del I secolo a.C. trovato nella grotta del parco. Altri antichi manufatti di epoca romana ritrovati nel parco si possono ammirare sull’altro lato del cortile e, nella parte posteriore, grandi urne in terracotta, poste fra i pilastri di sostegno del palazzo, ornano i lati di un’altra grande fontana che dà sul parco circostante.
Un’altra grande scultura in bronzo, intitolata 'Ritorno a Venezia' ed eseguita nel 1988 da Lyn Chadwick, si ammira accanto al blocco d’ingresso, con due figure sedute che volgono le spalle al cortile.
Gli interni dell'Ambasciata
L’interno del palazzo prosegue il motivo di travertino sulle pareti ed i pavimenti del piano principale, con porte di quercia chiara e pomelli in marmo giallo. Benché sia usato molto vetro per rendere luminoso ed arioso l’interno, grande cura è stata messa dall’architetto per evitare al massimo la luce diretta sull’ingresso, mantenendo in tal modo l’interno il più fresco possibile. Ciò viene realizzato mettendo le finestre ad angolo sulle pareti esterne rinforzando con coste in marmo le pareti interne che danno sul cortile.
L’ufficio dell’Ambasciatore è stato arredato in base ai progetti ed alle scelte di Sir Basil Spence, come anche le altre aree di prestigio dell’Ambasciata.
La Sezione Consolare
La Sezione Consolare dell’Ambasciata è fra quelle situate al piano superiore caratterizzato da soffitti bassi, con lucernari e pavimenti in cotto nei corridoi.
Il parco
Il parco è delimitato nel lato nord dalle Mura Aureliane di Roma. La via Nomentana attraversava un tempo l’area dell'Ambasciata, fuoriuscendo da un cancello ad est dell’attuale Porta Pia, fra le torri tonde e quadrate delle mura. Sembra che in tempi antichi delle tombe si trovassero lungo il perimetro stradale, ma più tardi, entro il II secolo a.C., la zona venne ricoperta da grandi ville e botteghe suburbane. Seguì quindi un periodo di decadenza e di abbandono oppure di impieghi agricoli, senza notizie certe sul luogo fino al 1540, anno in cui i Capocci vi piantarono una vigna. Nel 1640 circa, la famiglia di banchieri Costaguti creò un enorme parco formale che si estendeva da Porta Pinciana, vicino a Piazza del Popolo, fino all’attuale sito dell’Ambasciata, in cui ad un certo punto si trovò una villa posta sull’attuale Via XX Settembre, che era quella acquistata dal Duca di Bracciano per essere ricostruita nel 1825. Sembra quindi che il parco sia rimasto tale (tranne che per la Via Nomentana che lo attraversava) da quali duemila anni. Oggi, il terreno è essenzialmente sistemato a prato, con numerosi alberi. La grotta romana esiste tuttora all’altro capo del comprensorio, vicino alle Mura Aureliane; una fontana disposta sul muro ed un pilastro eretto dai Torlonia in commemorazione di una visita papale stanno lì a ricordarci il passato di questo luogo storico.